Beatrice Alemagna e il mondo delle meraviglie

Beatrice Alemagna e il mondo delle meraviglie

cicciapelliccia

Questa, per Bologna, è una settimana piena di eventi formidabili e cose belle. É la settimana della Children’s Book Fair.

La città pullula di mostre, illustratori e illustrazioni, autori e libri, serate aperitivi inaugurazioni festival concerti e poi mamma mia non ce la faccio più. Ma c’è il sole. Si respira aria buona di creatività. Si vedono cose magiche.

La più imperdibile delle imperdibili, per me, è Beatrice Alemagna, in mostra da Zoo, con The Zoo inside Beatrice Alemagna, dove troverete e potrete acquistare Il meraviglioso Cicciapelliccia, I Cinque Malfatti, Cos’è un bambino e il nuovissimo Un grande giorno di niente, i bozzetti e le tavole originali di questi libri in esposizione, tutto fino al 30 aprile. Inoltre, amici miei, Zoo vi piacerebbe molto. Si mangia bene e bello, ci sono dei dolci spaziali, c’è il caffè a volontà, se siete eterni studenti come me potete portarvi i libri, e tutto intorno a voi si alzano pareti altissime abitate da illustratori e artisti passati (una tra tutte la mitica Pollaz), per caso o volutamente, libri per bambini, gadget e regali perfetti per i fidanzati e le fidanzate. Nipoti. Amici. Parola di lupetto.

Ho avuto il piacere di vedere Beatrice Alemagna e ascoltarla in una squisita intervista, durante la quale ha presentato il suo lavoro dagli esordi e ripercorso le tappe della sua vita. Sfogliando uno qualunque dei suoi libri, possiamo essere tutti d’accordo su una cosa: Beatrice è una raccontastorie, e anche, come è stata a volte chiamata, una illustrautrice. Non c’è, soprattutto nei suoi lavori più recenti, e quindi probabilmente più consapevoli e autonomi, un albo in cui immagine e testo non si compenetrino, riempiendo uno i vuoti dell’altro, in ricchissimi, dettagliatissimi dialoghi continui.
Nonostante abbia uno stile assolutamente peculiare e personale, ognuna delle sue opere ha una propria autonomia, anche stilistica, oltre che tematica e tecnica.

Beatrice è semplicemente libera, pur essendo sempre Beatrice.

É, in tutto e per tutto, autodidatta. Ha semplicemente avuto dentro di sé una vocazione che ha piantato il suo seme, ha germogliato ed è fiorita rigogliosa. Anche se non ha frequentato una scuola d’arte. Anche se non si è iscritta all’Accademia. E forse di porte in faccia qualcuna ne ha presa.

I suoi albi sono per l’infanzia; ma forse non così tanto, o meglio: sono per i piccoli quanto per i grandi.
Estremamente formativi ed educativi per i bambini, i riferimenti agli adulti sono innumerevoli. Non sono strizzatine d’occhio, ma pizzichi forti e improvvisi, fatti un po’ da rimproveri, un po’ da coccole. Ci pungola e ci accarezza.

E, soprattutto, ci fa riflettere, portandoci in un mondo che è dritto a modo suo e storto a modo nostro, che ha tanti punti di vista, che è fuori scala, dove vige una prospettiva tanto sentimentale quanto simbolica. Aprire un libro è ogni volta un viaggio diverso, fatto da sensazioni, odori, rumori, tanto bianco da riempire coin i pensieri, tanto colore che riempie la testa.

Ora devo, assolutamente, fare una menzione d’onore parlandovi de I Cinque Malfatti.
I cinque Malfatti sono, appunto, malfatti. Sono sbagliati. sono venuti fuori male, storti. Combinano un sacco di pasticci perché non sono, e non si sentono, giusti. Questo libro parla di noi nei giorni difficili, nei momenti della vita complicati, ed è allo stesso tempo perfettamente comprensibile per un bambino quanto sincero per un adulto.

Ero da Zoo con la mia cricca a mangiare muffin buoni&belli, bere del tè allo zenzero, a sfogliare libri e a leggerli a voce alta (anche se ci hanno sentito tutti). Abbiamo riso e sorriso dei malfatti. Abbiamo provato astio e invidia durante la narrazione. Abbiamo sentito la rivalsa finale – sì, perché c’è! – e, mentre tornavamo molto interessate alla nostra merenda, abbiamo capito.

Siamo noi i malfatti. E, se qualcuno di voi ci vedesse ora, capirebbe al volo il perché.

Un grande grazie a Beatrice Alemagna, che scrive libri che leggerò assieme a mio nipote, che disegna mondi incredibili e stra-ordinari, ma quanto più reali, e che ha detto una cosa importante. Una cosa che fa male e fa diventare subito stanchi. Ma è una cosa vera.

Ha detto che se si ha un sogno, nonostante tutto, non bisogna mai lasciarlo andare.

Anche se a volte la paura fa 90.

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Beatrice Alemagna, I cinque Malfatti
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